Sono nata a maniche rimboccate, io. Anzi, era talmente certo fin dagli albori del mio carattere che le avrei dovute rimboccare sempre di più con il passare degli anni, che mia madre decise di tenermi direttamente in canottiera. Per portarmi avanti, quindi, non ho mai avuto nemmeno pazienza.

Poi a onor del vero sono pure masochista, eh, perché potevo tranquillamente fare l’architetto nello studio di papà invece di cambiare Paese e più volte città solo per dimostrare a me stessa che le mie maniche erano belle che rimboccate. Sono talmente rimboccate che come molti miei coetanei ho pure lavorato dove mai nessuno al mondo lavorerebbe per soddisfazione personale ma solo per bisogno di soldi, pochi e subito: il call center.

Vorrei sapere che cosa se le rimbocca a fare Bersani, invece, le maniche, e riguardo a che cosa non avrebbe più pazienza. Pur vero che da figlio di artigiani si è laureato e ha fatto poi una “bella” (ha!) carriera politica, ma l’ha fatta da “interno”, “integrato”, da fedelissimo di D’Alema. Ho come l’impressione che il termine giusto sia “yes man”. La disoccupazione è aumentata, i soldi per l’istruzione sono diminuiti, le tasse sono aumentate e la SUA pazienza è finita? Non era il suo compagnuccio di merende che ha evitato cautamente di fare una legge sul conflitto di interessi che ha consegnato l’Italia, con un bel fiocco in testa, nelle mani di Berlusconi?

Ecco, Renzi sarà pure uno che ama le luci della ribalta, ma quando dice che questi vanno rottamati nella sostanza ha torto? Lo si vuole fare con diplomazia? Mai esistiti cambiamenti radicali fatti con i guanti di velluto.

Bersani dovrebbe leggersi e interiorizzare per bene l’articolo di Peppe Provenzano su Norman Zarcone (che l’Unità per motivi inspiegabili ha deciso di non mettere nemmeno online) prima di predicare stupidi rimboccamenti di maniche a chi ha pure le braghe calate.

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Your choice!

11 maggio 2010

Avete presente l’enorme freccia al neon intermittente posta al bivio tra la vita e la morte? Sì, quella dei cartoni animati e di ogni parodia che si rispetti. Ecco, se sulla freccia è scritto a cubitali caratteri luminosi “VITA”, dovremmo seguire quella direzione, giusto? Non prenderemmo mai la strada indicata da una cadente freccia in legno marcio che indica, in scrittura malferma, grumosa e un po’ sbiadita (è mica sangue, quello…?), la via per la “MORTE”, no?

Beh, in genere no, escludendo però due casi.

Nella prima ipotesi sareste un classico personaggio di finzione: un principe che si avventura nel bosco in cerca di serpentoni da sgozzare, Catherine Earnshaw che non trova nulla di meglio che innamorarsi di Heathcliff, oppure Wile E. Coyote.

Nella seconda ipotesi siete sicuramente Bersani.

E per giunta neanche più un Bersani somigliante al simpatico masochista Tafazi.

No, no, un vero e proprio Poppy, il criceto di Rat-Boy, cieco, sordo, glabro e con le zampette posteriori amputate, inconsapevole verso il baratro.

In sunto l’ultima trovata del nostro segretario. Il 21 e 22 di maggio l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico voterà alcune modifiche statutarie (cito da Vassallo, che è quello che lo statuto del PD l’ha scritto, quindi se non altro dovrebbe conoscerlo) sul meccanismo delle primarie:

1. soppressa la possibilità di scelta tramite primarie di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione;

2. di preferenza primarie di coalizione a cui il PD parteciperebbe però con un suo “candidato ufficiale” scelto a maggioranza semplice dall’Assemblea territoriale del livello corrispondente;

3. nel caso in cui non si tengano primarie di coalizione, “la decisione di ricorrere a primarie di partito, oppure di utilizzare un diverso metodo per la scelta dei candidati comuni concordato con le altre forze alleate, deve essere approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente”.

In realtà non è affatto una “trovata”, è vero, il sostanziale depotenziamento delle primarie stava nel suo programma; è solo che l’ultimo arrivato, ingenuamente, si interroga: “ha detto che avrebbe tenuto conto delle altre tre mozioni, che ne avrebbe accolto le istanze! E poi solo gli idioti non cambiano mai idea!”. Ma pensa.

E così Poppy si avvicina sempre più alla sua fine, tra le fauci del gatto a due teste (e lo divora “quella di sinistra”, crudeltà del destino).

Se ogni buona storia è in fondo un viaggio per attraversare la Morte, ecco, il PD è sulla buona strada per entrare nella leggenda.