Ok, lo sapevo: il libro di Thomas Murphy sulla precarietà era una bufala. Quei geniacci della Rete dei Redattori Precari si sono inventati, in onore del Salone Internazionale del Libro di Torino, un libro da contestare (Perché la precarietà ci salverà), un autore da fischiare (Thomas Murphy), una casa editrice da stigmatizzare (Narioca PresS, anagramma di San Precario) – con tanto di sito, programma editoriale, collane -, per poi rivelarci che era tutto montato ad arte per sollevare, in particolare, il (grosso) problema del precariato editoriale e, in generale, della scarsissima o nulla importanza assegnata in Italia al lavoro intellettuale.

Booksblog e Denisocka spiegano tutto in dettaglio.

Primo monito di San Precario, il santo in paradiso indispensabile ma alla portata di tutti: attenti, editori, un redattore (correttore di bozze/traduttore/grafico editoriale/ecc.) vi seppellirà!

Annunci

Secondo tale Thomas Murphy, famoso economista americano, la precarietà ci salverà*. Ecco, a signori così “lucidi e attuali” farei passare un solo anno da precari, uno solo.

Si sentiva proprio un gran bisogno di una nuova casa editrice come Narioca PresS. Pare che dovrebbe presentare la suddetta pubblicazione al Salone del Libro di Torino domenica 15 maggio alle 14,30 al padiglione 3, stand R114: se vi trovate in zona, passate anche voi a fare un bel salutino…

___

* Thomas Murphy, Perché la precarietà ci salverà, Narioca PresS, 2011.