Non fatevi ingannare dall’aria svagata e dall’attitudine a volte perfino amichevole: il grafico impaginatore è una creatura del Male. Per indole odia il redattore con tutto se stesso, e fa il possibile per portarlo al Lato Oscuro della Forza oppure distruggerlo. Inoltre forma sette segrete con i suoi simili, tanto che ciascuno di loro rispetta fedelmente lo stesso, identico codice di comportamento dei suoi fratelli (e sorelle).

L’iter verso l’abisso è generalmente questo: gli affidano la vostra rivista, ogni numero lo affidano a un impaginatore diverso (l’unica categoria al mondo a tasso di mortalità aziendale più alto dei redattori); scoprite che la impagina lui quando vi porta le prime bozze – e già dovreste insospettirvi per il fatto che non vi ha chiesto non dico un briefing, ma nemmeno il numero precedente del periodico, ha solo “seguito la gabbia” (il redattore è la creatura più sospettosa dell’universo, ma in questo caso ci vuole poco); vi lascia le bozze con un sorrisone; appena va via, vi accorgete che l’impaginato fa schifo, ma schifo; bestemmiando in aramaico così è più blasfemo, vi rassegnate a perderci tre giorni di lavoro. A quel punto vi si ripresenta lo stesso, insuperabile quesito nella lotta eterna contro il Male: mettere il vostro nome su una specie di catalogo mal riuscito di seggiole fighe, oppure correggere l’impaginazione, cosa che vi costerà l’apertura del conflitto armato. Io scelgo sempre la seconda, la Van Helsing dei grafici.

A quel punto la strategia è innescata: l’Onta porta inconsciamente Tepes a consegnarvi delle seconde bozze ignobili. Con “ignobili” intendo che come minimo la metà delle correzioni non è stata fatta. E quel che è peggio, nemmeno con dolo: Dracul, infatti, è una creatura naturalmente votata alla cattiveria, e le correzioni proprio gli sfuggono, non le vede, addirittura aggiunge errori che scoverete (semmai scoverete) nei meandri più bui della pagina. Per riuscire ad andare in ciano dovete sedervi accanto a lui a indicargli con il ditino sullo schermo (almeno lasciategli qualche impronta su quel cazzo di Mac!) ogni singola correzione.

Mi direte: ma se sono così distratti, almeno compenseranno con la creatività! No. Il grafico impaginatore non vuole rogne, e quindi standardizza. E la sua Gorgone è la gabbia: nulla si può contro la gabbia, colei che tutto (l’impaginato) pietrifica.

Miseri mortali, imparate a difendervi o sarete distrutti! “Make no mistake, he must be stopped“.