Oggi mi sono capitati per le mani gli originali di un volume, una sorta di manuale universitario, sull’integrazione scolastica di persone con disabilità e relativi case study. Un libro interessante, che affronta la questione dal punto di vista della governance locale. Peccato per la prefazione, scritta da un emerito cretino che di professione fa pure il dirigente scolastico (non si sa come) ma mette la sua firma unicamente come rappresentante dei finanziatori della pubblicazione  – fosse mai che si produca un libro non finanziato, almeno parzialmente, o non adottato praticamente per contratto da un docente universitario; ma questa è un’altra storia.

Per farla breve, in questa prefazione che cambierà le magnifiche sorti e progressive, il cretino esprime il seguente concetto, che cito letteralmente: “[…] verso coloro con cui madre natura non è stata così generosa […]”. In un volume sull’integrazione dei disabili. Mi è caduta la mascella sulla pagina. (Sì, avete ragione, non dovrei leggere per fare editing, è una terribile abitudine che estirperò presto.) Con la bava alla bocca (ma esteriormente tranquilla, sembra che si ottenga di più) ho portato il capolavoro alla mia responsabile, che mi ha risposto più o meno così: “Ma è uno di quelli che pagano? Perché se è così è meglio non cambiare la frase”. Ma la perla è questa: “Anche perché alla fine è vero che con loro la natura non è stata generosa, no?” Domanda ripetutami più volte per conferma, forse a causa del mio sguardo volutamente inespressivo, dato che se avessi dovuto esprimere qualcosa sarebbe stata di sicuro la perfetta replica della testata di Zidane, ma più forte. E con te pensi che lo sia stata, generosa?

Devo dire solo due cose:

1. Baraghini, ho sempre più voglia di lavorare per te.

2. Grazie, Signore, che hai reso il redattore una creatura anonima. Grazie che lo privi della firma nel colophon. Grazie che il mio nome non sarà mai associato a cotanta porcheria.

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