Losers

7 marzo 2013

Mi chiedo se, quando la nostra generazione sarà bella che passata, qualche storico o sociologo si occuperà di noi, se qualcuno parlerà di come milioni di persone hanno vissuto senza che venisse data loro alcuna possibilità, se non quella di sopravvivere – e a volte neanche quella. Perché a me sembra di lottare giornalmente nel fango contro enormi avversari invisibili che nemmeno si sporcano le mani.

Oggi ho parlato per l’ennesima volta con il “capo”, chiedendogli in sostanza di sfruttarmi, sì, di sfruttare le mie capacità per farmi fare qualcosa di diverso dal rispondere al telefono. Lui – licenza di scuola superiore tecnica, conoscenza di una lingua, la sua lingua madre, maschilista fino all’osso – mi parlava, spiegandomi con disegnini che un allievo di scuola elementare avrebbe saputo rendere più intellegibili, dicendomi che mi stima tanto, ma che devo pazientare un paio d’anni per poter cambiare ruolo. Un paio d’anni là dentro mi uccideranno, poi non avrò bisogno di cambiare un bel niente.

Il mio compagno, disoccupato da diversi mesi, sempre perché “l’Estero” è il paradiso terrestre, oggi è riuscito finalmente a parlare di contratto e paga per un lavoro che gli era stato offerto tre mesi fa nell’organizzazione di una prestigiosa conferenza internazionale che richiedeva la di lui competenza acquisita con un dottorato: esce fuori che gli offrono a 35 anni un contratto di stage per occuparsi della segreteria, con pagamento una tantum a lavoro praticamente fatto, 2000 euro in totale, forse meno, ma glielo sapranno dire alla fine. La durata di questo stage non è definita: tra un mese si comincia e non si sa quando si finisce.

Forse la cosa più tremenda è che non ho nemmeno più la forza di incazzarmi. Abbiamo fatto tutto ciò che era umanamente possibile fare, ma tanto non basta mai. C’è un tappo che ti impedisce di uscire, di andare avanti, di farti una vita “normale”, perfino di prendere aria.

Comincio anche a pentirmi di aver votato alle scorse elezioni: non credo ci sia qualcuno in grado di risolvere la situazione, è tutto chiuso, e questo non cambierà con un cambiamento di maggioranza, seppur di sinistra.

Non so che cosa pensare e, soprattutto, non so che cosa fare, se vi è qualcosa da fare.

Annunci

4 Responses to “Losers”


  1. intanto nel mio blog c’è un premio per te, se può servire ad addolcire l’umore 🙂

  2. Jaulleixe Says:

    “non ho nemmeno più la forza di incazzarmi”: non si può che essere d’accordo. Ed è quello a cui i nostri vertici mirano da tempo! Mai smettere di indignarsi e, semmai, smettere di farlo con rabbia e forte coinvolgimento emotivo, ma meditarci su a lungo e protrarre una resistenza silenziosa. Vorremmo anche noi trovare la pillola magica che risolve tutti i problemi (anche per noi, analoghi ai vostri…). Ma la difesa della dignità personale è tutto quello che ci resta, non molliamo ora.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...