5 motivi per cui scrivere minchiate nella cover letter (e dormire tranquilli)

2 ottobre 2012

Avvertenza: se quanto segue sembrerà sconclusionato, nichilista o vetero-idealista è perché sto scrivendo un post sulla realtà del lavoro ascoltando The Dark Side of the Moon: è chiaro che sono nata nell’epoca sbagliata, fatevene una ragione.

Ho avuto la pessima idea di leggere (mai detto che sono masochista?) quello pseudo-articolo su Monster chiamato “Avoid these killer Cover Letter [sì, quelle due maiuscole, n.d.r.] mistakes”. Di là mi si è aperta una finestra, anzi, un tombino, sul mondo di consigli sugli errori da evitare nella cover letter; ne cito solo due random, scusandomi in anticipo con gli autori perché sono CERTA che ci sia di molto peggio in giro: uno è un post su Italians in fuga (che a volte qualcosa di interessante, en revanche, la pubblica), “3 motivi perché [sarebbe ‘per cui’, n.d.r.] i recruiter non vi rispondono”, l’altro è la fonte del primo, ovvero un articolo su Business Insider, “5 Reasons Why You Never Hear Back After Applying For A Job”.

Ecco, partendo da queste ultime 5 ragioni, do le mie 5 ragioni speculari per cui potete tranquillamente e senza alcun senso di colpa scrivere minchiate nella cover letter senza che questo cambi assolutamente nulla del risultato del processo di selezione.

1. Non siete qualificati per quel posto di lavoro

Allora che cazzo ve ne frega? Un selezionatore è pagato per selezionare, che significa scartare gente che non è stata segnalata da qualcuno: fategli sudare i suoi soldi, che trovi il motivo per cui non sareste qualificati. Potrebbe essere qualsiasi cosa: non siete perfettamente quadrilingui in un ambiente dove poi si parla solo l’inglese, non sapete usare AutoCad quando il lavoro da svolgere è di semplice segreteria, non siete proficient in Excel quando dovete scrivere contenuti per siti web, qualsiasi cosa, ho detto! Tanto le aziende pubblicano sempre annunci ai quali gli unici qualificati a rispondere sono il dio Mercurio e la dea Atena e gli unici selezionati sono poi puntualmente i cazzoni che vanno in Place Luxembourg “a fare network” (sì, parlo di Bruxelles, non dell’Italia). Allora rompete le balle, anche solo intasando loro la casella di posta di application inutili.

2. Non avete ottimizzato il vostro CV e la vostra lettera di presentazione

Ammetto che forse sottolineare in carattere 22 neretto maiuscolo le parole chiave e metterle in ordine secondo le richieste dell’annuncio faciliterebbe il compito alle scimm… ops… ai selezionatori, ma, da punto 1, perché farlo? A questo livello di scazzo, un giorno o l’altro manderò una cover letter con tanti “asshole” tra parole a caso, voglio vedere se se ne accorgono: tanto il lavoro, come da punto 1, non lo avrei comunque, almeno potrei fare i complimenti per il livello di istruzione (la skill ‘lettura’) agli schiavi preposti che hanno il buon cuore di dare un’occhiata veloce, se non altro per pruderie,  alla lettera di presentazione.

3. Il vostro CV non è correttamente formattato

Dopo anni di formattazione, credo di avere abbastanza esperienza per poter ricorrere all’espediente carrolliano (che Carroll mi perdoni) di impaginare il testo a formare l’immagine di un dito medio.

4. Il vostro CV è nettamente diverso dal vostro profilo online (vedi LinkedIn, Monster, etc.)

Pensate che il potenziale datore di lavoro si vada a guardare il vostro profilo online? In effetti, forse per guardare la vostra foto, sì, infatti ho pensato più volte di cambiare la mia formale fototessera su LinkedIn e Monster con quella di una smandrappata in costume: ho come l’impressione che avrei più visite. Ad ogni modo il mio CV (nelle sue 850 versioni) e i miei profili pubblici su siti di annunci lavoro sono sostanzialmente uguali e non è cambiata una mazza, quindi al massimo vi consiglio di cambiare la vostra foto con quella degli ultimi modelli (uomo/donna) che hanno posato per qualche campagna di intimo. I babuin… ops… le risorse umane potrebbero essere tentate di concedervi una chance. A quel punto avete l’asso: datela/o.

5. L’azienda ha ricevuto 500 CV per quel posto e il vostro era il 499°

Non mettetevi la sveglia all’alba per controllare gli ultimi annunci (tanto all’alba anche lo zelante selezionatore dorme, as usual, del resto), non pagate per un profilo Pro su LinkedIn (quella stronzata che mette la vostra candidatura “on top”: è come fare il biglietto Ryanair e poi pagare per il priority boarding), non fate stalking di follow-up. Non guardate gli annunci, alzatevi all’ora dell’aperitivo e poi chiamate l’amico che lavora in un’azienda che ha contatti con quella che vi interessa. Dopo penserete, se l’amico vi ha lasciato un minimo spiraglio, a come redigere CV e cover letter, ora andate a ubriacarvi con la birra del night shop a Place Lux e auguri.

È guerra, tra us and them.

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4 Responses to “5 motivi per cui scrivere minchiate nella cover letter (e dormire tranquilli)”

  1. ddr1978 Says:

    Esatto, l’articolo descrive un film che potrebbe avere come titolo “Selezione. istruzioni per una farsa”. Perchè di farsa si tratta, che fa pubblicare tanti libri e articoli all’anno a gente che il lavoro già ce l’ha. Plaz Lux, o Piazza del Popolo o Piccadilly contano, il CV no. Questa è la realtà e non perchè lo abbiamo deciso noi, ma loro (them, appunto). Tutto si gioca su due livelli, e l’Italia in questo è maestra, ci sono le “regole”, con i fessacchiotti che le seguono e poi ci sono le “bazze” (o i trucchi) che solo i furbi o quelli della crew conoscono. Ecco perchè è difficile cambiare le cose i “them” non vogliono gli “us”, ma altri “them”. Dunque facciamo tutti più vita sociale, e, soprattutto ascoltiamo di più Dark Side of the Moon, quello sì un prodotto di eccellenza, fatto da persone “normali”, “after all we’re only ordinary men”, dice la canzone. Normalmente straordinarie.

  2. Jaulleixe Says:

    Uelà SMandrappata, ma tu DICI che EVIDENZIANDO le PAROLE ChIaVe aumentiamo ALMENO le ViSuAlIzZaZzZzZioNI DEL BLOG????????????? 😀

    Grande!

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