Le nubi sono già più in là

14 febbraio 2012

E così il momento è arrivato. Lo aspettavo, lo cercavo, anzi, da un po’ e adesso eccolo qui, davanti a me: salutare l’editoria – italiana, ma probabilmente non solo – e andare oltre. Se si tratta di un arrivederci o un addio non posso dirlo, ma non mi illudo: entrare nel giro è davvero molto difficile, rientrarci dopo esserne stati lontani è praticamente impossibile. Un po’ come l’università, non è un ambiente che ti perdona il “tradimento”, ancor meno se questo è fatto per vil denaro: se vuoi starci, campi con quello che (non) ti diamo, altrimenti sei fuori, tanto c’è la fila e comunque la qualità delle pubblicazioni non conta nulla.

Che cosa vado a fare: niente di speciale, si tratta di un’azienda che ha in appalto alcuni servizi informativi della Commissione europea. In pratica poco più che un call centre. Stipendio netto: circa 1.000 euro. Ne valeva la pena? Lasciare una casa editrice in cui venivo trattata a pesci in faccia per produrre carta igienica: sì. Lasciare l’Italia per Bruxelles: sì. Imparare a lavorare in una nuova lingua: sì. Accettare questo lavoro: sì – il TFR e ciò che ho guadagnato dalla vendita della macchina sono quasi finiti, il mio compagno è ancora alla ricerca di lavoro, i miei non possono aiutarmi e abbiamo bisogno di soldi. È comunque più di quanto guadagnerei con due traduzioni di circa 100 cartelle – e, ad ogni modo, 200 cartelle in un mese non si fanno e due traduzioni in 30 giorni chi te le dà? Lavori di redazione? Per l’ultima revisione di un indice ho guadagnato 45 euro lordi.

Ci ho provato e a volte è anche stato bello. Certo, espatriare per finire in un call centre, in una lingua non tua, dimostra come il destino, in fondo, sappia essere profondamente beffardo. Affascinante come un uomo stronzo. Ma forse sono io che mi sono illusa di aver trovato nell’editoria my cup of tea quando in realtà era solo una fase, di passaggio come tutto il resto. Che poi chissà, in fondo più che essere ricordata mi interessa vedere il mondo.

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5 Responses to “Le nubi sono già più in là”

  1. denisocka Says:

    Commento solo così… che schifezza ‘sta editoria! 😦

  2. Jaulleixe Says:

    …Chi se ne va che male fa (all’Italia. Ma, beninteso: ben le sta).

  3. Jaulleixe Says:

    …ps: guarda cosa ci capita di leggere proprio a proposito di qualità delle traduzioni nell’Università…

    http://www.agi.it/accade-anche-questo/notizie/gaffe-hot-delluniversitapecorino-diventa-posizione-kamasutra

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