Commesse, o del maschilismo editoriale III

18 maggio 2011

Il responsabile dei grafici, sotto i trent’anni, portato in palmo di mano dal direttore della divisione editoria per qualche oscuro motivo (azzardo: forse perché il fascistissimo padre di costui è coordinatore locale del Pdl? no, che dico, non c’entra di sicuro!), parla con cotanto direttore e con Figlia del Capo Supremo, essere dall’acume proverbiale. Il brillante-responsabile-dei-grafici-enfant-prodige si premura di specificare:

[Si parla di assumere nuovi grafici e impaginatori] “Una ragazza non può fare il grafico, le donne sono buone solo per fare le commesse”.

Figlia (*) non batte ciglio, la discussione prosegue liscia come l’olio.

___

(*) Del resto, una delle frasi famose di costei, all’annuncio della gravidanza di una sua dipendente, è: “Da te non me l’aspettavo”.

[Qui la prima e la seconda puntata.]

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One Response to “Commesse, o del maschilismo editoriale III”

  1. Jaulleixe Says:

    Ah ah post un tantinello amaro, ma pungente e ironico. Grazie di essere passata a trovarci, ricambieremo volentieri

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