“Gentile Signora”, o del maschilismo editoriale II

11 maggio 2011

Se ancora vi fosse rimasto qualche dubbio sul fatto che l’editoria non si trovi nelle Isole Fortunate e che le sue sponde non siano abitate dai beati ma dai babbuini, ecco altri tre aneddoti sul maschilismo editoriale italiano D.O.C.

E-mail con curriculum allegato (la terza, forse, ma dopo questo episodio sventolo bandiera bianca) all’indirizzo personale di un cosiddetto “editore di cultura” che, per vicissitudini che non sto a spiegare, si ricorda di me e, quindi, pur dicendomi sempre di no, mi risponde. Sottolineo: “editore di cultura”, “curriculum allegato” e “si ricorda di me”. La sua risposta inizia con un “Gentile Signora”.

Chiamo un autore, che collabora da tempo con la casa editrice. “Buongiorno, chiamo dalla redazione di Fuffa Editore, l’architetto Fantocci?” “Ah, buongiorno… [silenzio] Come posso chiamarla: signorina? No, forse signora!” (Certo, babbuino, come la portiera del tuo condominio. In fondo lavoro solo nella redazione di una casa editrice, vuoi che sia laureata?)

E-mail di un architetto, professore al Politecnico e direttore di collana, indirizzata a me, all’editoriale (il nostro emulo di Carroll) e al babbuino precedente (perché ovviamente in editoria sono tutti amici degli amici): (specifico che lo conosco appena) “Scusate tutti, ma qui o faccio la valigia o… e come single mi tocca pure stirare!”

Lascio a voi la scelta della specie di ciascun esemplare.

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4 Responses to ““Gentile Signora”, o del maschilismo editoriale II”


  1. Ah, mi tocchi nel vivo!
    Io ho ricevuto un pacco con su scritto Egregia Signora (al mio capo scrivono Dott. GranCamiciaCifrata) e, se fossi formosa, da me fischierebbero in corridoio!
    LaStancaSylvie

  2. ddr1978 Says:

    Che popolazione che siamo diventati! Ma sta storia dello stirare camicie devono sempre tirarla fuori? Premesso che io o le porto a far stirare in lavanderia o me le stiro da solo, ma un bel “e sti c…i”, non ci starebbe a pennello? Con tutti i soldi che prendono, anziche’ sforzarsi tanto, se le potrebbero anche ricomprare nuove tutti i giorni questi trogloditi, senza rompere l’anima a qualche malcapitata.
    Per quanto riguarda il titolo, visto che e’ successo recentemente pure a me che mi chiamino “Gent.mo Sig.”, ho deciso che adesso, onde far ricordare a tutti che studiare costa, in termini di fatica, tempoi e denare, scrivo il mio titolo anche quando faccio i biglietti aerei, e pretendo che mi si chiami Dr., cosi’ almeno faccio in modo di sviluppare le notevoli capacita’ mnemoniche di qualcuno.

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