Caught in the ciano

30 marzo 2011

Ovvero come correggere in cianografica e farla franca

Premessa. L’operazione descritta di seguito non è generalizzabile e comporta dei rischi.

Si tratta infatti di azione di guerriglia da compiersi solo in ambienti editoriali ostili e dalla produzione industrializzata: se c’è amore non c’è gusto! Mica vorrete essere pagati per tradurre Jack London da un editore culturalmente responsabile e correggergli le virgole in ciano! Identificazione vs guerriglia, è quasi un’opposizione greimasiana.

E poi i rischi: se esagerate se ne accorgono e vi impiccano all’albero dell’ufficio produzione invocando il nome di Odino, non ditemi che non vi avevo avvertito.

Modo di procedere. Trovate in ciano una scritta in corsivo che doveva essere in tondo? Un filetto mancante da una tabella? Una nota formattata diversamente? Il Male dirà di lasciar perdere, tanto chi vuoi che se accorga?; il Bene  suggerirà che la qualità della pubblicazione – soprattutto se questa non costa poco – conta, eccome; la Paranoia  ricorderà che se non fate la correzione non chiuderete occhio di notte e verrete ricordati nei secoli come Colui/Colei Che Non Corresse. Due contro uno – il Male per giunta incarnato da un responsabile di redazione stronzo –, chi volete che vinca?

Appurato che intendete correggere e correggerete, l’espediente del redattore industriale per “sporcare la ciano” è semplicissimo: leggere. Basterà far scorrere velocemente gli occhi sulla pagina che, oh! meraviglia!, 4-5 refusi, manna dal cielo per chi vuole far sostituire la pagina in prestampa!

Ovviamente tutto ciò è reso possibile dal fantastico rapporto fiduciario tra correttore di bozze (di mestiere full time operatore ecologico, macellaio o impiegato al catasto) e redattore industriale (credulone full time e oltre), che delega tutto al primo per non perdere tempo a leggere.

I sensi di colpa da rifacimento lastre proveranno a farsi strada, ma combatteteli con la fantasia, figurandovi come Robin Hood: togliete soldi ai ricchi (e in questo caso non ci piove) per dare libri più decenti ai poveri (seppure i poveri farebbero bene a spendere i propri soldi con più senso critico). Inoltre così fate girare l’economia: l’editore userà meglio, investendo in qualità, i soldi che risparmia dal vostro stipendio.

Anche questa in fondo è resistenza. À la guerre comme à la guerre.

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One Response to “Caught in the ciano”

  1. ddr1978 Says:

    Dove non viene riconosciuto il merito bisogna lottare anche individualmente, e fare bene il proprio lavoro e’ quanto di piu’efficace si possa mettere in atto. Alla lunga anche i sordi impareranno a sentire, se non altro perche’ vogliono essere all’altezza….

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